Concorso esterno - E ora autodenunciamoci tutti

17 AGO 20
Ultimo aggiornamento: 15:26
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Chi mai può scansare l’accusa di un presunto reato così vago e indeterminato come il “concorso esterno in associazione mafiosa”? Io temo proprio di no. Infatti da più di trent’anni vado quasi ogni estate in Sicilia. Quindi non oso nemmeno pensare a quanti prodotti o servizi ho acquistato, finanziando così “esternamente” e inconsapevolmente – ma non per questo meno colpevolmente – qualche cosca: gelati, pizze, cornetti, caffè, arancini, arance, granite – ah, le granite di Noto! – fichi, fichi d’India, limoni, costumi da bagno, ciabatte, giornali, fumetti, pernottamenti in agriturismo. E quante mani strette nel corso di cene, di grigliate a ferragosto, di falò al chiaro di luna, della costruzione della casa… Il mio caso è particolarmente grave, ma suppongo sia sufficiente aver trascorso in loco una giornata, un fine settimana, una breve vacanza, ma anche aver acquistato a Bolzano una cassetta di arance provenienti dalla Trinacria, per essere attaccabili. Basta aver desiderato una siciliana o figlia di emigranti, probabilmente. Se non fossimo tutti “disumani” (copyright Eugenio Scalfari), sentiremmo l’irrefrenabile impulso di autodenunciarci. Facciamolo!